Verso il primo Festival dell’Arte Contemporanea

Da molti mesi addetti ai lavori e appassionati d’arte fremono nell’attesa di un evento unico nel suo genere: il primo Festival di Arte Contemporanea. Dopo il convegno introduttivo dell’ottobre scorso, la presentazione ad Artefiera e a pochi giorni dalla pubblicazione online del programma, è possibile iniziare ad indagare il senso e le logiche dell’evento stesso.

 

La prima edizione del Festival di Arte Contemporanea si terrà a Faenza dal 23 al 25 maggio 2008. Il comitato scientifico è composto da Angela Vettese, direttrice della Galleria Civica di Modena, Carlos Basualdo, curatore del Philadelphia Museum of Art, e Pier Luigi Sacco, direttore di goodwill, il progetto dedicato al fundraising e ai distretti culturali evoluti che cura l’organizzazione del festival.

 

Ciò che colpisce in prima analisi è che, contrariamente alle lecite aspettative, Faenza decide di proporre un festival dedicato all’arte e al tempo stesso un festival “senza opere”. Vettese dà una spiegazione molto chiara in proposito: “In Italia, e forse non solo in Italia, l’arte contemporanea è talmente diffusa che c’è bisogno di tanta riflessione perché altrimenti si rischia di avere molte opportunità per vedere e pochissime opportunità per capire ciò che gli artisti ci vogliono raccontare e per collocare storicamente ciò che stiamo godendoci esteticamente, ma raramente capendo in termini di storia della cultura.”[1] Sacco fornisce poi un’ulteriore chiave di lettura per la scelta di non contemplare attività espositive, chiave che giustifica pienamente la progettualità del festival anche dal punto di vista economico: “Questo è un buon modo per inserirsi in un ambito così concorrenziale come il mercato dei festival artistici e permette anche di limitare il budget. È una presenza unica e noi crediamo che il movimento generale ne avesse bisogno.”[2] La presenza del festival di Faenza è davvero unica in quanto, concentrandosi su un programma di parola, si pone concretamente a metà strada tra i festival artistici e i festival culturali. Un festival, quindi, che non mette in mostra l’arte, bensì che la indaga, la studia, la capisce.

 

Ma per cogliere appieno il senso e le specificità di questo progetto è necessario approfondire alcune parole di Sacco che mettono in luce lo stretto rapporto tra l’evento nascente e la città che lo ospita: “L’idea di tenere a Faenza un festival dell’arte contemporanea non è nata semplicemente dall’esigenza di trovare una location, cioè un luogo qualunque che potesse ospitare, magari in modo suggestivo, la manifestazione. In realtà Faenza sta facendo un percorso molto importante di sviluppo legato alla cultura. Questo festival è parte di una strategia più ampia e più complessa che sta coinvolgendo tutto il mondo delle associazioni locali e tutto il sistema territoriale.”[3]

 

La città di Faenza, infatti, ha dato vita nel 2006 al progetto Moto d’idee – Faenza verso il distretto culturale evoluto, elaborato da goodwill e con la direzione scientifica di Sacco. Il progetto, di cui il Festival dell’Arte Contemporanea fa parte, è nato con l’ambizioso obiettivo di fare della cittadina romagnola il primo distretto culturale evoluto in Italia. Secondo il Rapporto Figel, promosso nel 2006 dalla Commissione europea, il passaggio dall’economia industriale all’economia della conoscenza definisce i comparti della produzione culturale come quelli che meglio possono rispondere alle esigenze di sviluppo locale. Per questo motivo Faenza si propone di usare una logica di pianificazione strategica della cultura per produrre innovative sinergie tra i settori produttivo, formativo e culturale. A questo scopo sono stati creati quattro gruppi di lavoro (di cui uno dedicato alla gestione del festival) composti da attori del tessuto sociale, politico, economico e formativo della città.

 

Il primo Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza si presenta allora come una possibilità di sperimentazione di un modello di sviluppo partecipato del territorio e allo stesso tempo, focalizzando l’attenzione sul sistema internazionale dell’arte, come un’occasione decisiva per far crescere l’immagine esterna della città: “Noi vogliamo che questo festival sia non soltanto un momento per discutere delle idee e dei punti di vista più avanzati nel dibattito odierno dell’arte contemporanea, ma anche un modo per far scoprire al mondo dell’arte contemporanea una città come Faenza che, credendo nella cultura, sta attuando una prospettiva di coinvolgimento dei suoi cittadini e del suo territorio che in questo momento, non soltanto in Italia, è difficile trovare.”[4]

 


[1] “Festival dell’arte di Faenza”su Exibart.tv

[2] Dal convegno “Moving forward” tenutosi a Faenza il 6 ottobre 2007

[3] “Festival dell’arte di Faenza”su Exibart.tv

[4] Ibidem

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